16
Novembre
Venerdì
17
Novembre
Sabato
18
Novembre
Domenica
23
Novembre
Venerdì
24
Novembre
Sabato
25
Novembre
Domenica
30
Novembre
Venerdì

16 Novembre, Venerdì


AFFARE DI FAMIGLIA
CINEFORUM 2018
ingrandisci

AFFARE DI FAMIGLIA

Genere: Crime - Dramma
Lingua: Italiano

20:30 | Sala 1



17 Novembre, Sabato


SMALLFOOT - IL MIO AMICO DELLE NEVI
ingrandisci

SMALLFOOT - IL MIO AMICO DELLE NEVI

Genere: Animazione - Avventura - Commedia - Famiglia - Fantasy
Lingua: Italiano

20:30 | Sala 1

TRAILER



18 Novembre, Domenica


SMALLFOOT - IL MIO AMICO DELLE NEVI
ingrandisci

SMALLFOOT - IL MIO AMICO DELLE NEVI

Genere: Animazione - Avventura - Commedia - Famiglia - Fantasy
Lingua: Italiano

16:00 | Sala 1

TRAILER



23 Novembre, Venerdì


LAZZARO FELICE
CINEFORUM 2018
ingrandisci

LAZZARO FELICE

Genere: Dramma
Lingua: Italiano

20:30 | Sala 1

TRAILER



24 Novembre, Sabato


LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI (THE NUTCRACKER AND THE FOUR REALMS)
ingrandisci

LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI (THE NUTCRACKER AND THE FOUR REALMS)

Genere: Avventura - Famiglia - Fantasy
Lingua: Italiano

20:30 | Sala 1

TRAILER



25 Novembre, Domenica


LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI (THE NUTCRACKER AND THE FOUR REALMS)
ingrandisci

LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI (THE NUTCRACKER AND THE FOUR REALMS)

Genere: Avventura - Famiglia - Fantasy
Lingua: Italiano

16:00 | Sala 1

TRAILER



30 Novembre, Venerdì


CHARLEY THOMPSON (LEAN ON PETE)
CINEFORUM 2018
ingrandisci

CHARLEY THOMPSON (LEAN ON PETE)

Genere: Avventura - Dramma
Lingua: Italiano

20:30 | Sala 1


MENU PRINCIPALE

Eventi

 

 

 

 

 

 

 

La famiglia per Kore-eda Se i legami affettivi contano molto di più di quelli di sangue

di Paola Zonca La Repubblica

I figli devono crescere con le madri» dice l'assistente sociale a Nobuyo, fermata dalla polizia per sequestro di minore e forse anche per omicidio. «È proprio quello che vogliono far credere le mamme» risponde lei. In questo amaro scambio di battute è sintetizzato il rivoluzionario punto di vista del regista giapponese Hirozaku Kore-eda su cosa sia veramente la famiglia. Nell'ultimo film Un affare di famiglia, Palma d'oro all'ultimo Cannes, il cineasta torna ad affrontare uno dei suoi temi prediletti, ribaltando l'idea tradizionale del nucleo originario della società: per lui ciò che conta non sono tanto i legami di sangue, ma quelli affettivi, che a volte si creano quasi per caso, ma sono sempre frutto di una libera scelta. Una riflessione già sviluppata in Father and son, dove un professionista e la moglie scoprono di essere stati vittime di uno scambio di neonati, e in Little sister, storia di tre sorelle che al funerale del padre conoscono la sorellastra adolescente e imparano, pur con la riluttanza della primogenita, ad accettarla. L'autore ribadisce la sua posizione, forse senza aggiungere nulla di nuovo, ma lo fa ancora una volta con un lavoro delicato e struggente, a misura di bambino, ma non privo di una certa durezza nei confronti del formalismo nipponico che non ammette trasgressioni alle regole e spesso nasconde una sostanziale ipocrisia. Nei sobborghi di Tokyo, vivono l'operaio edile Osamu, la moglie Nobuyo che lavora in una lavanderia, il figlioletto Shota, la giovane Aki e una "nonna" che fa da capo e dà da mangiare a tutti con la sua pensione. Afflitti dalla povertà, l'uomo e il ragazzino sono costretti a rubacchiare nei supermercati e un giorno notano una bimba di cinque anni che si rifugia sotto il balcone di casa sua. Mossi a compassione, la portano nella loro misera baracca: inizialmente esitanti, sia perché si tratta pur sempre di un'altra bocca da sfamare sia perché consapevoli del reato che stanno commettendo, quando scoprono cicatrici e bruciature sul corpo della piccola, la accolgono con affetto, ribattezzandola Rin. Ma l'allegria e serenità in cui il gruppo vive, col piacere di stare insieme anche solo per fare una gita al mare, si spezza dopo la morte della più anziana, ma soprattutto quando Shota, per salvare la sorellina, viene scoperto durante un furto: tornano così a galla i segreti inconfessabili della bislacca e tutt'altro che "pulita" famiglia, dove nessuno è legato ad alcun altro da una vera parentela ma solo dall'interesse. Eppure ciò che preme a Kore-eda (e il titolo italiano centra molto di più il senso del film di quello internazionale, Shoplifters, cioè taccheggiatori) è sottolineare l'impossibilità di uscire dai canoni stabiliti dalla legge, per la quale è pur sempre più accettabile ridare una figlia alla madre che la maltratta, piuttosto che lasciarla a chi le vuole bene. Il finale, dunque, non può che essere malinconico, anche se una flebile luce rimane accesa: allontanandosi in pullman da Osamu, Shota riesce per la prima volta a sussurrare la parola "papà".

Da La Repubblica, 11 settembre 2018

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.